Capanna Legnano degli Gnomi

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E PER NATALE… LA CAPANNA DEGLI GNOMI!

ECCO LE FOTO DELLA PRIMA SALITA ALLA CAPANNA…

Capanna degli Gnomi

VISUALIZZA LE FOTO DEI LAVORI IN CORSO…

LE FOLLETTE-OPERAIE SI DIVERTONO…

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A Ornavasso nel periodo natalizio: LA “VERA” GROTTA DI BABBO NATALE… e per rendere speciale il soggiorno proponiamo la Capanna degli Gnomi: Capanna Legnano si trasforma per accogliere gli ospiti che visitano la Grotta in un regno incantato e magico… La nuova Capanna degli Gnomi è aperta nei fine settimana dal 23 novembre 2012 al 7 gennaio 2013!

Servizio di mezza pensione e accompagnamento A PIEDI lungo il sentiero.

Camere matrimoniali o familiari con bagno privato.

La casa sembra sospesa tra cielo e terra, a balcone sulla Valle Ossola si ammira tutto il Lago di Mergozzo e il Golfo Borromeo del Lago Maggiore.  Luogo ideale per rinfrascare lo spirito e liberare l’anima da ogni paura e reticenza, residenza idonea per corsi di formazione, ritiri spirituali, campi scuola…

Casa vacanze nel comune di Ornavasso , è raggiungibile con una strada agricola.

Fino a ventisette posti letto in camerette, bagni ogni due camere, cucina attrezzata, riscaldamento dato da una caldaia mista legna-gas.

Si possono progettare settimane in autogestione oppure con il sostegno culinario della cooperativa.

TREKKING: Monte Massone, Cima delle Tre Croci, Linea Cadorna.

PRENOTAZIONI: 349 2127830 Cooperativa

 

Ornavasso paese con tradizione Walser ” I Walser sono popolazioni di origine alemanna che , nel IX – X se4colo, si insediarono nel Goms, un vasto altipiano dell’alta Val del Rodano, nell’attuale Vallese (Svizzera). Da qui, nel XIII – XIV secolo, questo piccolo popolo fu il protagonista di una diaspora che lo portò a costruire colonie in numerosi paesi alpini … La geografia dei Walser è il cuore dell’Europa alpina. La colonizzazione dell’alta Valle del Rodano costrinse gli alemanni ad elaborare una cultura materiale che permettesse loro di vivere stabilmente sopra i 1000 metri di quota sviluppando quindi tutta una serie di tecniche pastorali e di coltura per produrre e conservare il foraggio. Imparando ad usare il legno di larice e di abete per costruire abitazione e fienili. Elaborarono codici di comportamento e forme di vita sociale atte a garantire la sopravvivenza  comunitaria in ambiente naturale rude e ostile. L’incontro di  interessi tra i signori feudali, motivati dalla valorizzazione di territori spopolati in quota, e un’etnia in esubero di popolazione fece  scattare il meccanismo delle colonizzazioni.

Presso il Lago Verbano, chiamato ora Langensee, ancora un villaggio che ha nome Urnafasch, di lingua tedesca, ma non della stirpe antica; i documenti attestano che per quattro secoli, dal Trecento a tutto il seicento, la lingua Walser fu l’unica parlata ad Ornavasso in tutte le forme di comunicazione pubblica e privata.”

(Tratto dal libro  – Ornavasso e Migiandone Ambiente storia arte folklore – Comune di Ornavasso Gruppo alpini Ornavasso – Saccardo Carlo e figli Ornavasso 2011 – Pag 85 – 87)

 

Capanna Legnano è stato costruito da un gruppo di legnanesi all’alpe TIRAMBOHE  metri 1287 in bella posizione aperta sui laghi e sul sottostante paese, per ricordare i caduti di guerra della città lombarda. Ricostruita e ampliata da Guido Oliva, dopo la fine della resistenza perchè bruciata durante il rastrellamento del giugno 1944.

(Ornavasso e Migiandone Ambiente storia arte folklore – Comune di Ornavasso Gruppo alpini Ornavasso – Saccardo Carlo e figli Ornavasso 2011 – Pag 90)

Ornavasso e la costruzione della linea Cadorna

“Sul territorio Ornavassese e di Migiandone sorgono numerose opere chiamata oggi “Linea Cadorna” coplessa linea difensiva costruita a poca distanza dalla frontiera Svizzera negli anni immediatamente precedenti e durante la prima guerra mondiale, il cui nome richiama il generale Luigi Cadorna di Pallanza, capo di stato maggiore dell’esercito nella grande guerra e che ne fu in parte il promotore. Accanto alle opere costruite durante il conflitto ve ne sono diverse altre edificate negli  anni precedenti e che complessivamente, fanno di Ornavasso e Migiandone un interessante museo all’aria aperta con caratteristiche uniche, per la varietà  di tipologia costruttiva e di impiego, fornendo … esempi interessanti di architettura militare .” Ornavasso e Migiandone Ambiente storia arte folklore – Comune di Ornavasso Gruppo alpini Ornavasso – Saccardo Carlo e figli Ornavasso 2011 – Pag 134

Itinerario Cortevecchio – Eyehorn (m 2131) Massone ( 2161)

Tratto dal libro T. Bagnati – G. Martini  “Andar per monti e panorami 120 itinerari sospesi tra lago e monti “ Ed Tararà – Verbania 2008 (pagina 78  – 79)

Luogo di partenza Cortevecchio

Dislivello complessivo 600 mt

Tempo intero percorso ore 3.00

Lunghezza km 6,4

Difficoltà E

Segnavia Bianco – rossi

Cartografia: 1: 25.000 igm 073 Gravellona Toce

1: 50000 Itineracharta fg. 5

1:50000 CNS 285 Domodossola

Cortevecchio è raggiungibile da Ornavasso risalendo la strada asfaltata per il santuario della Madonna del Boden e poi lungamente la ripida gippabile, parte asfaltata, parte sterrata, che conduce agli alpeggi. Da corte vecchio, (cartelli indicatori) si passa accanto al rifugio CAI di Gravelllona Toce e si procede su sentiero pianeggiante nel bosco di faggio con qualche abete rosso sino alla Fontana di San giulio, dall’acqua freschissima (punto panoramico con panchina) La mulattiera risale ora la costa della montagna con tornanti regolari mentre la vegetazione si dirada e il panorama si fa più ampio. Ci si sposta verso sinistra e dopo alcuni tornanti, si raggiunge òa Bocchetta(m1904; km1,5) La mulattiera prosegue verso destra e risale con altri tornanti la montagna. Prima di iniziare il traversone che conduce al Massone si seguono verso destra le tracce che conducono alla visibile croce dell’Eyehorn, posta in un punto di grande panoramicità sotto l’anticima( km.2). Lo sguardo spazia dall’Ossola al Lago Maggiore. Si aggira ora l’anticima sul versante della Val Strona e si raggiungono le tricee poste sotto la cima dell’ Eyehorn che in breve si raggiunge su un breve pendio. Si discend3e sino a riprendere il percorso di rientro sino alla Bocchetta, si può scendere in direzione del colle Frera (Z 4) … lasciata a sinistra la diramazione per l’alpe Torriggia, si giunge ad un pianoro sottostante dove (Km3,5; cartello indicatore) si devia verso sinistra e, su tratto pianeggiante, si giunge prima alla zona di alcuni specchi d’acqua ( Lago di Massone) e poi alla Bocchetta (Km 4,3) riprendendo così il sentiero fatto in salita per tornare a Cortevecchio (Km 6,4 )

 

 

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